iTunes per chi la mela non ce l'ha

Posted By Ruiner On 8/06/2009

Sincronizzare i propri media con uno smartphone come un Blackberry o un Windows Mobile può essere un incubo. Ci vorrebbe una sorta di iTunes dite? In effetti qualcosa del genere c'è, si chiama DoubleTwist, è gratuito e rende il trasferimento e la conversione dei media un gioco da ragazzi...

Spotify: la solita fuffa?

Posted By Ruiner On 28/04/2009

Ormai non passa giorno in cui non mi imbatta per caso o meno in un nuovo servizio di streaming. Quello che vedete qui sopra è il player di Spotify, un'iniziativa per una volta europea (arriva dalla Svezia) e, udite udite, disponibile anche in Italia, seppure con qualche limitazione. Di che cosa si tratta?

First look: Boxee

Posted By Ruiner On 5/04/09

Se guardate molti film o serie TV con il vostro PC, non posso che invitarvi a dare un'occhiata a Boxee. Un media center open source che strizza l'occhio al social networking: bisogna creare il proprio utente ed è possibile condividere con gli amici segnalazione sui i film o la musica da vedere/ascoltare, sbirciare le attività dei propri amici e così via.

Si volta pagina

Pubblicato da Ruiner On 01/07/09 4 commenti

Solo qualche mese fa non avrei mai pensato che mi sarei ritrovato a scrivere queste righe. Con il mese di giugno si è chiusa un'importante fase della mia vita professionale. Sono passati poco più di 9 anni da quando quasi per gioco ho risposto a un annuncio e mi sono ritrovato a collaborare con la rivista di tecnologia AF Digitale. Allora studiavo ancora e lungi da me era l'idea che quella potesse diventare un giorno la mia professione. E invece dopo tre anni da collaboratore esterno mi ritrovai a far parte a pieno titolo della redazione: un team fantastico, non solo professionalmente parlando, composto da persone eccezionali, degli amici. Un'esperienza che mi ha fatto crescere moltissimo. Per nove anni ho contribuito, sotto la guida di Gianfranco Giardina (il migliore maestro che potessi sperare di avere), a fare di AF Digitale una voce autorevole e soprattutto indipendente, come credevo non fosse possibile fare in Italia. Oggi, per ragioni che non possono interessare minimamente chi legge questa pagina, il mio lavoro su AF Digitale si conclude. Basti sapere che ho deciso di seguire il cuore e quindi il team con il quale sono cresciuto e con il quale continuerò a lavorare su altri progetti, molti già attivi da tempo, altri nuovi e ancora da sviluppare (se non immaginare!). Un ringraziamento speciale va naturalmente a tutti i lettori e a tutti gli AF Onliner che mi hanno seguito in questi anni sulle pagine di AF e che potranno continuare a farlo su questo blog e sul mio canale di Twitter (che per inciso trovate anche nella colonnina qui a destra). Questo è quello che avrei probabilmente scritto se ne avessi avuto la possibilità in un mio ipotetico editoriale di addio sulla rivista. Sicuramente avremmo potuto dare ancora molto ad AF, ma sono convinto che a volte dei cambiamenti siano indispensabili, che il rimettersi in gioco possa fare emergere nuove idee ed opportunità: i tempi stanno cambiando, la carta stampata è sempre più debole e la rete offre sfide sempre più avvincenti!

Google Calendar in push su iPhone

Pubblicato da Ruiner On 22/06/09 0 commenti



Da qualche tempo è possibile sincronizzare le Google App con diversi smartphone grazie al servizio Google Sync. In particolare è possibile sincronizzare i contatti e i calendari di Google con iPhone sfruttando il supporto al protocollo Exchange integrato in iPhone con tanto di funzionalità push (a differenza dell'accesso tramite CalDav). Il servizio permette di sincronizzare fino a 5 calendari, ma per gli utenti italiani c'è un piccolo inghippo da superare. Di default, creando l'account Exchange sul proprio iPhone per Google, verrà sincronizzato solo il calendario base. Per sottoscrivere anche gli altri calendari del proprio account Google, occorre visitare da Safari la pagina m.google.com/sync. Il problema è che quella che comparirà sarà la schermata che vedete qui sopra, con il messaggio di mancato supporto di iPhone. In realtà iPhone è supportato benissimo, è la pagina localizzata italiana a mancare! La soluzione è piuttosto semplice ma poco documentata in giro: basta cliccare in fondo alla pagina su cambia lingua e selezionare l'inglese. A questo punto sarà possibile accedere alla pagina di configurazione della sincronizzazione per iPhone (immagine in basso), compresa la sottoscrizione di fino a 5 Google Calendar!


DoubleTwist: iTunes per il resto del mondo

Pubblicato da Ruiner On 08/06/09 0 commenti

Stavo giusto provando l'ultima release di DoubleTwist quando è rimbalzata la notizia di come Jon Lech Johansen è riuscito a piazzare uno striscione pubblicitario proprio sulla facciata dell'Apple Store di San Francisco. È da molto che seguo questo progetto, fin dalla sua nascita, e ora ha raggiunto una buona maturità, proprio nel momento in cui si sente sempre più bisogno di applicazioni del genere. Ormai tutti gli smartphone e i lettori MP3 riproducono anche video e immagini, ma nessuno ha un'applicazione decente per la sincronizzazione semplice e automatica della propria libreria audio/video, alla iTunes per intenderci. DoubleTwist permette di trasferire i propri file in modo automatico sul proprio dispositivo portatile e di convertire i video nei formati supportati con estrema semplicità. Anzi, tutto avviene automaticamente senza che l'utente debba impostare alcunché: è DoubleTwist a sapere esattamente qual è il formato supportato dal proprio smartphone e ad effettuare la conversione necessaria. Un altro aspetto molto interessante è la possibilità di condividere audio/video con i propri amici sempre all'interno di DoubleTwist con un semplice drag&drop, o ancora di salvare i video di YouTube per poi trasferirli sul proprio lettore o viceversa di caricare su YouTube i propri filmati. DoubleTwist supporta tantissimi dispositivi compresi gli smartphone Windows Mobile, Android, Nokia, Blackberry e, almeno nella versione windows, anche iPhone e iPod. Dateci un'occhiata, è gratuito.


SomaFM finalmente su App Store

Pubblicato da Ruiner On 25/05/09 0 commenti

Da tempo, stanco del letame propinato dalle radio FM nostrane, mi sono rifugiato nei mari rigogliosi della rete, dove ho trovato un piccolo tesoro in SomaFM, splendida webradio con sede a San Francisco che propone musica per lo più indipendente  di altissima qualità. SomaFM è completamente priva di pubblicità e si autofinanzia con le donazioni degli ascoltatori; io personalmente ho dato il mio contributo con l'acquisto di una maglietta. Ho già avuto modo di parlare di come SomaFM sia accessibile anche da iPhone grazie a un portale studiato appositamente per il browser del melafonino. Ora SomaFM ha fatto un passo oltre con una splendida applicazione nativa che da una parte arricchisce l'ascolto su iPhone e in movimento e dall'altra permetterà alla piccola radio di trovare più facilmente i fondi che le occorrono per restare in onda. Ma cosa dà per 2,99 euro l'applicazione rispetto all'accesso web gratuito?



Dalla pagina principale è possibile sfogliare l'elenco delle radio per genere o per numero di ascoltatori e vedere direttamente i brani in onda al momento su ciascuna stazione.  Selezionato un canale, come si può vedere dalla schermata qui in alto, è poi finalmente disponibile la tracklist della musica in onda e appena ascoltata, naturalmente con indicazione dei titoli e i nomi degli artisti. Ogni canzone può essere aggiunta all'elenco dei propri preferiti con possibilità di link diretto a iTunes per l'eventuale acquisto dell'album. Non manca una pagina con le ultime news dal mondo di SomaFM e della musica su Internet e una sezione dedicata ai modi per dare un ulteriore contributo alla webradio. Tutti i canali sono ascoltabili anche su rete 3G o Edge con possibilità di selezionare stream ad alto o basso bitrate.

P.S.
Via web SomaFM supporta anche altri smartphone 3G, basta collegarsi a questa pagina.

Un paio di settimane fa mi sono inaspettatamente ritrovato catapultato in un evento interno di un'importante etichetta discografica ed è stata un'esperienza piuttosto istruttiva. Chi mi segue su Twitter sa già di cosa si tratta, ma in questa sede non mi interessa occuparmi del chi e del cosa. L'aspetto interessante è che per la prima volta ho potuto assistere dal di dentro al modus operandi della vecchia discografia, quella che non si vuole arrendere all'evidenza della fine di quel tipo di business. Il modo in cui è trattata la musica da questi figuri, ovvero prettamente come una merce da vendere, in fondo potevo anche aspettarmelo, del resto è quello di cui da decenni gli artisti si lamentano. La cosa che mi ha più dato fastidio è il modo in cui sono visti gli ascoltatori e in particolare i fan, come prede da spennare a più non posso. È vero che in questo caso particolare c'è dietro uno sforzo di dare qualcosa che valga la pena di comprare al di là della musica: per troppi anni il CD è stato completamente svilito con artwork insignificanti e miserrimi, privi della benché minima attrattiva anche per i collezionisti incalliti, e un cofanetto da collezione curato in ogni dettaglio va sicuramente nella direzione di vendere qualcosa di unico e non solo un gruppo di canzoni già ascoltate milioni di volte. 
La cosa veramente stupefacente è stata invece il totale disprezzo verso le nuove tecnologie e in particolare la distribuzione su Internet. Certo la campagna pubblicitaria sarà accompagnata anche dal lancio di un'edizione speciale di Rock band, ma ignorare oggi il canale Internet e il digital download è assolutamente antistorico. Che piaccia o meno i dischi usciranno sulle reti P2P comunque prima dell'uscita ufficiale nei negozi e non prevedere una distribuzione anche su questo canale vuol dire farsi del male da soli. Inutile ricordare per l'ennesima volta come sia convinto che la rete sia una grande opportunità per l'industria: la scena musicale di oggi è più viva che mai, in barba alla crisi del disco di plastica, e forse proprio grazie alla libera circolazione della musica.

Salvato da time machine

Pubblicato da Ruiner On 05/05/09 0 commenti


Se seguite gli aggiornamenti della colonna qui a destra saprete del "system disaster" affrontato dal mio notebook: la rottura dell'hard disk è sempre traumatica. La positiva esperienza vissuta grazie a Time Machine però mi spinge a raccontare il recupero del mio amato MacBook. Per chi vivesse tecnologicamente sotto i sassi, Time Machine è un raffinato sistema di backup automatico integrato in Leopard aka Mac OS X 10.5. Sottolineo integrato perché è ciò che fa davvero la differenza rispetto alla moltitudine di sistemi di backup esistenti: con un computer su cui gira Leopard, infatti, basta collegare un hard disk USB, dare l'ok e questo verrà automaticamente utilizzato come disco per backup incrementali automatici a intervalli di un'ora.  La parola chiave è automaticamente, perché Time Machine è concepito per vincere la pigrizia tipica dell'utente come il sottoscritto che non ha mai fatto un backup in vita sua. 

Al di là della splendida interfaccia che permette di recuperare con una semplicità disarmante file archiviati anche in backup lontani dal tempo, Time Machine è studiato per il ripristino completo del sistema proprio in casi drastici come il mio: la rottura totale del disco.
Non che fosse un evento così inaspettato. Il mio MacBook è infatti uno di quelli del 2006 che si è beccato uno degli hard disk dell'infausta partita di dischi difettosi della Seagate. Dopo due anni però mi ritenevo ragionevolmente al sicuro, a torto evidentemente. Fortunatamente ebbi la brillante idea di investire 50 euro in un disco USB dedicato proprio ai backup di Time Machine e così ho potuto recuperare completamente il mio sistema (e soprattutto la mia libreria fotografica e di filmati) nel giro di un'oretta e mezza. È bastato sostituire il disco, fare il boot da DVD, utilizzare il sempre efficiente disk utility per formattare l'hard disc nuovo e scegliere tra le impostazioni di installazione recupera da backup di Time Machine. Tutto è filato via liscio in modo del tutto automatico e alla fine della procedura mi sono ritrovato il mio desktop esattamente come lo avevo lasciato senza la minima perdita di dati.

La morale è: se avete un Mac, fategli/vi un regalo e investite qualche euro in un hard disk esterno, non ve ne pentirete!


Che cosa meravilgiosa che sono i lettori. A volte la testa della gente è proprio strana. Anche se è il solito copione, mi meraviglio tutte le volte. Quando c'è un prodotto molto atteso o chiacchierato e tu finisci per non parlarne completamente bene, c'è sempre quello che non ci vuole credere, che dice che le altre riviste però hanno detto un'altra cosa e così via. La più assurda giustificazione "delusionale" che salta fuori è quella secondo la quale la tal casa sarebbe stata punita perché non fa pubblicità (che ovviamente fal paio con il motto "se ne parli bene è perché hanno fatto pubblicità"). Il bello è che si aggrappano a singole frasi della tua recensione, come se quello scritto appena prima o di seguito non contasse, o come se tutto il succo della recensione fosse in un titolino di paragrafo. Credo di essere piuttosto preciso nei miei articoli e di annotare caratteristiche facilmente verificabili da chiunque, per cui quello che mi viene sempre da dire quando leggo tante sciocchezze è: non ci credi? Vai in un negozio e guarda tu stesso! A quanto pare certe persone vogliono leggere solo l'opinione che già si sono fatte nella propria testa...